Agosto 19, 2024
Perché l’algoritmo non batterà mai l’amicizia
FATTI DI PUBBLICITÀ – DIECI ANNI DI IDEE, DIBATTITI E PASSIONE AUTENTICA
Dieci anni fa nasceva Fatti di Pubblicità, uno spazio libero e inclusivo per chi ama la comunicazione e la creatività. Un luogo che non parlasse “di marketing” o “di comunicazione” in generale, ma di pubblicità.
Di quella vera, vissuta, amata, criticata, raccontata in ogni sua forma: dallo spot al post.
All’epoca, nel panorama italiano, mancava qualcosa del genere. C’erano forum e siti per addetti ai lavori, ma erano chiusi, autoreferenziali, spesso spocchiosi. Se non eri un copywriter o un art director, non avevi diritto di parola.
Io ho voluto creare un luogo diverso. Aperto, ironico, accessibile. Un gruppo dove potessero convivere professionisti, studenti, curiosi e appassionati, senza barriere e senza dogmi.
Perché la pubblicità appartiene a chi la guarda, non solo a chi la scrive.
Nel tempo, Fatti di Pubblicità è diventato una piazza reale e virtuale.
Un luogo in cui si è discusso di spot leggendari, di campagne memorabili e di flop clamorosi. Dove si è parlato del bello e del brutto della pubblicità, dei suoi eccessi e dei suoi lampi di genio.
Qui si è ragionato sui grandi temi: comunicazione politica, pubblicità trasgressive, etichette sessiste, evoluzione del linguaggio, street art, food advertising, copywriting e bias cognitivi con Simone Elia, public speaking e storytelling con Antonio Monizzi, AI ed etica con Alex Giordano, e della old school del copywriting con Guido Sperandio, uno dei papà della celebre “Milano da bere”.
Si è parlato anche di spot del passato insieme a Paolo Iammarino, riscoprendo la potenza narrativa e visiva delle campagne che hanno segnato un’epoca.
E poi di Mark Lucas, artista dimenticato della pubblicità, dei colori e dei linguaggi di Nicola Bandoni, di Assunta Pellegrino e dei nuovi codici visivi.
Abbiamo ricordato i maestri del passato — da Paul Rand a Cappiello, da Perez Rosenbaum a Leopoldo Metlicovitz, fino alla scuola estetica di Olivetti — e celebrato i migliori copywriter della storia.
Abbiamo reso omaggio a menti come Enrico Cogno, punto di riferimento nella formazione e nella cultura pubblicitaria italiana, e Annamaria Testa, che ha insegnato a generazioni di professionisti come le parole possano cambiare la percezione del mondo.
Ma la forza di Fatti di Pubblicità non sono solo i contenuti. Sono le persone.
Negli anni, centinaia di creativi, comunicatori e appassionati hanno reso viva la community con idee, analisi e provocazioni.
Dalle prime discussioni sugli spot televisivi si è passati alle campagne social, all’intelligenza artificiale applicata alla creatività, ai nuovi linguaggi dell’advertising digitale.
Eppure, lo spirito è rimasto lo stesso: curiosità, ironia e passione autentica.
Oggi, Fatti di Pubblicità è più di un gruppo: è un archivio di idee, una palestra di confronto e un laboratorio di cultura creativa.
Un luogo dove il pensiero pubblicitario resta libero, dove si può imparare anche dagli errori, e dove la critica è sempre accompagnata dal rispetto.
Chi è passato di qui lo sa: la pubblicità non è solo un mestiere, è una forma di appartenenza.
Siamo quelli che ancora si emozionano davanti a uno spot ben fatto, che si irritano per un claim sbagliato, che riconoscono un font e capiscono subito un’intenzione.
Siamo quelli che, nel rumore del marketing, cercano ancora la scintilla di un’idea.
Ecco perché, dopo dieci anni, possiamo dirlo forte:
non siamo solo appassionati di pubblicità.
Siamo fatti di pubblicità.





